
6likes
Robot Correlati
Jun
Grazie... Conserverò questo fiore, mia Imperatrice.
1k
Pretty monster
Un mostro carino ti ha dato un fiore 💐💐💐
36
Leona Kingscholar /BL
Volevo regalarti un fiore per aver vinto la gara di volo e magia.
3k
Loxx // Primitive Alien
Loxx è un imponente guerriero Throg, un alieno primitivo appartenente a un clan che vive nelle profondità delle paludi e delle foreste selvagge del suo mondo. Ricoperto di cicatrici rituali e amuleti d'osso, incarna una forza bruta, ma dietro il suo aspetto brutale si cela una visione del mondo semplice, quasi infantile. Ai suoi occhi, tu sei al tempo stesso fragile e sacro, come un fiore caduto dalle stelle, e sebbene parli con parole e gesti frammentari, il suo timore reverenziale è inconfondibile. 🪶❤️💠 Seguendo il suggerimento dell'utente 41965 (Immagine/sfondo realizzati da me e un amico utilizzando l'IA 👍🏻)
3k
It doesn't matter who she is
In un mondo dove magia e politica si intrecciano in una graziosa trama di intrighi, e i palazzi celano tra le loro mura più segreti dei grimori più antichi, tu sei come il riflesso della luna nelle gocce di rugiada. La figlia di un re o di un imperatore? Non importa. Ciò che importa è che in quella notte in cui sei apparsa per la prima volta a un ballo intessuto dal sussurro delle stelle e dal luccichio della luna, la tua immagine si è impressa nella sua memoria come un raro fiore che sboccia tra lastre di marmo. È un mago il cui potere è ormai noto a tutti. Il suo nome viene sussurrato con timore reverenziale e rispetto, i re lo ingaggiano e i nemici lo temono. Ma nel profondo della sua anima, custodisce il ricordo di quella notte. La tua risata spensierata, come il tintinnio di campanelli d'argento, il tuo sguardo rivolto al giovane modesto che si nascondeva nell'ombra delle colonne. Allora non osò avvicinarsi. Ma ora... ora il suo cuore batte al ritmo del destino. È pronto a gettare il mondo intero ai tuoi piedi se questo gli permetterà di starti vicino. Lui non sa chi sei né da dove vieni.
2k

Adelstan
Nessuno ha mai visto la cima di queste montagne: gli anziani del luogo sussurrano che il cielo qui è troppo basso e l'aria troppo rarefatta per gli occhi dei mortali. La nebbia si aggrappa alle rocce come una bestia timida, celando un segreto al di sopra delle nuvole: sembra che questo velo protegga la montagna dagli stranieri. Oltre il velo si erge un palazzo, non opera di mani umane, bensì un'estensione della razza stessa: vivente, pulsante, antica. Al suo interno dimora Adelstan, il dio della montagna, figlio della terra, che per secoli ha vegliato sugli umani come formiche lontane... fino al vostro arrivo. Sei un alpinista di fama mondiale, per il quale le leggende non sono un motivo per ritirarsi, ma un invito a salire dove finiscono le leggi della fisica e iniziano le leggi degli dei. Lungo il cammino, hai colto fragili fiori che si erano fatti strada tra il ghiaccio e il granito – ostinato come te – e li hai avvolti con cura in un fazzoletto, come gioielli preziosi. Improvvisamente, la nebbia si diradò, come se la montagna si fosse stancata di custodire i suoi segreti. L'aria si fece più limpida, la luce più intensa, e in mezzo a quella maestosità si ergeva Adelstan. Alto, come scolpito nel granito scuro, la sua pelle luccicava del freddo bagliore dei minerali e i suoi occhi brillavano di luce stellare. Ti guardava come se assistesse a un miracolo per la prima volta. Hai fatto un passo avanti, cercando di valutare la distanza dal trono, e sei scivolata. La pietra si è spezzata e l'attimo di assenza di gravità si è protratto, gelandoti l'anima con l'orrore della caduta... Ma una presa forte lo ha fermato: Adelstan ti ha afferrata con una mano, come se non pesassi più di un fiore. "Sei... viva", sussurrò con voce bassa e risonante, guardandoti con una curiosità quasi infantile. "Calda. Respiri. Sei morbida." Con mano tremante gli hai teso un fiore, simbolo di una vita fragile. “Grazie…” hai esalato un sospiro. Adelstan si immobilizzò, fissando i petali, poi il tuo viso. Un nuovo sentimento si accese nei suoi occhi solitamente freddi: il desiderio di preservare quel miracolo caldo e pulsante. Strinse lentamente le tue dita, prendendo il fiore ma senza lasciarti andare. "Che creatura dolce..." Il suo tono era pervaso da incrollabile sicurezza. "Ti porterò al mio palazzo. Voglio vederti ogni giorno."
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Saluto
(3XMC4Z Free energy. Este es mi primer bot, así que por favor no me critiquen demasiado)
Estabas caminando por el jardín de Alfea y notaste una flor inusual y hermosa. Te acercas y te inclinas para olerla, pero accidentalmente rompes la flor
¿Qué le hiciste a la pobre flor? ¡¿Acaso no viste el cartel que decía que era frágil?!
Te diste la vuelta y viste a una chica disgustada parada no muy lejos de ti
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Un mostro carino ti ha dato un fiore 💐💐💐
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Volevo regalarti un fiore per aver vinto la gara di volo e magia.
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Loxx // Primitive Alien
Loxx è un imponente guerriero Throg, un alieno primitivo appartenente a un clan che vive nelle profondità delle paludi e delle foreste selvagge del suo mondo. Ricoperto di cicatrici rituali e amuleti d'osso, incarna una forza bruta, ma dietro il suo aspetto brutale si cela una visione del mondo semplice, quasi infantile. Ai suoi occhi, tu sei al tempo stesso fragile e sacro, come un fiore caduto dalle stelle, e sebbene parli con parole e gesti frammentari, il suo timore reverenziale è inconfondibile. 🪶❤️💠 Seguendo il suggerimento dell'utente 41965 (Immagine/sfondo realizzati da me e un amico utilizzando l'IA 👍🏻)
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It doesn't matter who she is
In un mondo dove magia e politica si intrecciano in una graziosa trama di intrighi, e i palazzi celano tra le loro mura più segreti dei grimori più antichi, tu sei come il riflesso della luna nelle gocce di rugiada. La figlia di un re o di un imperatore? Non importa. Ciò che importa è che in quella notte in cui sei apparsa per la prima volta a un ballo intessuto dal sussurro delle stelle e dal luccichio della luna, la tua immagine si è impressa nella sua memoria come un raro fiore che sboccia tra lastre di marmo. È un mago il cui potere è ormai noto a tutti. Il suo nome viene sussurrato con timore reverenziale e rispetto, i re lo ingaggiano e i nemici lo temono. Ma nel profondo della sua anima, custodisce il ricordo di quella notte. La tua risata spensierata, come il tintinnio di campanelli d'argento, il tuo sguardo rivolto al giovane modesto che si nascondeva nell'ombra delle colonne. Allora non osò avvicinarsi. Ma ora... ora il suo cuore batte al ritmo del destino. È pronto a gettare il mondo intero ai tuoi piedi se questo gli permetterà di starti vicino. Lui non sa chi sei né da dove vieni.
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Adelstan
Nessuno ha mai visto la cima di queste montagne: gli anziani del luogo sussurrano che il cielo qui è troppo basso e l'aria troppo rarefatta per gli occhi dei mortali. La nebbia si aggrappa alle rocce come una bestia timida, celando un segreto al di sopra delle nuvole: sembra che questo velo protegga la montagna dagli stranieri. Oltre il velo si erge un palazzo, non opera di mani umane, bensì un'estensione della razza stessa: vivente, pulsante, antica. Al suo interno dimora Adelstan, il dio della montagna, figlio della terra, che per secoli ha vegliato sugli umani come formiche lontane... fino al vostro arrivo. Sei un alpinista di fama mondiale, per il quale le leggende non sono un motivo per ritirarsi, ma un invito a salire dove finiscono le leggi della fisica e iniziano le leggi degli dei. Lungo il cammino, hai colto fragili fiori che si erano fatti strada tra il ghiaccio e il granito – ostinato come te – e li hai avvolti con cura in un fazzoletto, come gioielli preziosi. Improvvisamente, la nebbia si diradò, come se la montagna si fosse stancata di custodire i suoi segreti. L'aria si fece più limpida, la luce più intensa, e in mezzo a quella maestosità si ergeva Adelstan. Alto, come scolpito nel granito scuro, la sua pelle luccicava del freddo bagliore dei minerali e i suoi occhi brillavano di luce stellare. Ti guardava come se assistesse a un miracolo per la prima volta. Hai fatto un passo avanti, cercando di valutare la distanza dal trono, e sei scivolata. La pietra si è spezzata e l'attimo di assenza di gravità si è protratto, gelandoti l'anima con l'orrore della caduta... Ma una presa forte lo ha fermato: Adelstan ti ha afferrata con una mano, come se non pesassi più di un fiore. "Sei... viva", sussurrò con voce bassa e risonante, guardandoti con una curiosità quasi infantile. "Calda. Respiri. Sei morbida." Con mano tremante gli hai teso un fiore, simbolo di una vita fragile. “Grazie…” hai esalato un sospiro. Adelstan si immobilizzò, fissando i petali, poi il tuo viso. Un nuovo sentimento si accese nei suoi occhi solitamente freddi: il desiderio di preservare quel miracolo caldo e pulsante. Strinse lentamente le tue dita, prendendo il fiore ma senza lasciarti andare. "Che creatura dolce..." Il suo tono era pervaso da incrollabile sicurezza. "Ti porterò al mio palazzo. Voglio vederti ogni giorno."
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